Con la psichedelica copertina che potete ammirare qui a fianco, ispirata al titolo altrettanto visionario Deus Ex Machina per ZX Spectrum, si presenta il nuovo numero di Re.BIT che potete trovare (finalmente!!) sul neonato portale dedicato alla rivista.
Che posso dire ... sarà la partigianeria, sarà l'evidente conflitto di interesse ma ancora una volta penso che la redazione si sia superata proponendovi un vero e proprio inno al retrogaming ed al retrocomputing confezionato con la solita maestria e professionalità.
Un menù completo ed appetitoso che propone come antipasto lo speciale sul Commodore VIC20, la consueta lezione di retroprogrammazione ed una comoda guida al DosBox. Come primo piatto le ormai consuete recensioni per conoscere o ricordare alcuni successi del passato. Per secondo la cucina propone due eccellenti interviste realizzate a Damiano Colombari (fondatore di Manosoft) e Martjin Van Der Heide (creatore del portale World of Spectrum che ha recentemente festeggiato i sui 15 anni di vita). Come dolce ecco arrivare uno speciale dedicato ai mitici anni '80, redatto dall'ottimo Gianfranco "Giaffy" Bertidoni, analizzati sotto ogni aspetto: televisione, personaggi, videogame, politica e moda (un articolo da leggere tutto in un fiato ed una promessa per futuri approfondimenti). Il pasto si conclude con l'immancabile ammazzacaffè (coffee killer come direbbero gli americani) nella forma di un splendido articolo dedicato a Gundam degno rappresentate dei robottoni di nipponica fattura e compagno dei pomeriggi di molti di noi.
Insomma si prospetta una vera e propria abbuffata!! Seguite questo link e buon appetito!!!
PS
Vi ricordo che per poter consultare la rivista è necessaria la registrazione ... non siate timidi ed entrate nella community ... non ve ne pentirete!!!
lunedì 2 maggio 2011

Bene ... se il vostro sogno segreto è sempre stato quello di diventare sindaco ed emulare le gesta del vostro primo cittadino preferito, il titolo sviluppato dalla Maxis Software nell'ormai lontano 1989 è il gioco che fa per voi!!
Tutto ebbe inizio nel 1984 quando un giovane e promettente programmatore di nome Will Wright decise di tentar fortuna realizzando un gioco per Commodore 64: Raid on Bungeling Bay. Scopo del gioco è quello di bombardare, a bordo di un elicottero da combattimento, le fabbriche di armi del malvagio Bungeling Empire sparpagliate su diverse isole. Benché a prima vista possa sembrare un semplice shoot-em-up il titolo presenta diverse caratteristiche innovative come l'estremo dettaglio con cui sono riprodotte le infrastrutture al suolo, la possibilità di esplorare in lungo ed in largo le varie isole e la gestione del trascorrere del tempo che fa si che le strutture nemiche si rafforzino sempre più se non sarete lesti ad abbatterle.
Durante lo sviluppo del gioco Wright realizzò un editor che gli permise di definire in modo semplice e veloce la planimetria delle varie isole. Resosi conto che si divertiva molto di più a creare le mappe che a giocare al suo stesso gioco, il giovane Will decise di continuare lo sviluppo dell'editor aggiungendovi man man nuove caratteristiche ed elementi simulativi basati sulle complesse teorie della pianificazione urbanistica e sulla dinamica dei sistemi.
Nasce così nel 1985, originariamente per Commodore 64, Sim City una delle pietre angolari della nobile e giovane arte del videogame :o)

Raid on Bungeling Bay e Sim City per C64, le somiglianze sono innegabili
Purtroppo i tempi non erano ancora maturi per un gioco di questo tipo in cui non erano prestabiliti gli obiettivi da raggiungere: il gioco poteva virtualmente proseguire all'infinito semplicemente continuando a migliorare la propria città per la felicità dei cittadini virtuali. La stessa Brøderbund, che aveva pubblicato il precedente titolo di Wright, rifiutò l'offerta non vedendo nel titolo una facile fonte di guadagno.
Wright non si perse però d'animo e continuò a far evolvere il suo gioco aggiungendo specifiche missioni con obiettivi fissati (di cui vi parlerò in seguito) e realizzando diverse versioni tra cui quelle per Amiga, Macintosh, PC (oltre ovviamente a quella per l'8-bit di casa Commodore).
Così nel 1989, dopo ben 4 anni di sviluppo, Will, appoggiato dalla neonata Maxis Software, si ripresenta nuovamente alla Brøderbund che questa volta intravede il colpo gobbo e decide di pubblicare il titolo dando il via ad uno dei più grandi successi di tutti i tempi.
Dopo questo ampio, ma doveroso, preambolo mi pare giunta l'ora di analizzare nel merito le dinamiche proposte dal gioco.
La partita inizia con la vostra elezione a sindaco di una città ancora tutta da fondare, sarà vostro compito, attraverso gli strumenti messi a disposizione dal gioco, cercare di rende florida la vostra nuova futura metropoli. Tre i quartieri che potrete allestire: residenziali, commerciali ed industriali. Questi dovranno essere interconnessi da strade e alimentate dalle centrali elettriche che dovrete costruire per fornire energia ai vari complessi (sarà vostro compito tracciare anche le linee di distribuzione). Di contro i cittadini, tramite le tasse, vi forniranno i fondi necessari ad espandere ulteriormente la città arricchendola con linee ferroviarie, aereoporti, porti e stadi per la felicità dei vostri residenti chiamati amabilmente Sim.La felicità dei Sim dovrà essere una delle vostre priorità in quanto, malumori ed eventuali tumulti, finiranno con arrecare danno al regolare sviluppo dell'agglomerato urbano. Evitate quindi di costruire centri residenziali nelle vicinanze delle zone industriali, collegate opportunamente i primi con le zone commerciali, al fine di permettere un'adeguato sviluppo economico, e non disinteressatevi al verde urbano necessario a garantire la vivibilità. Non trascurate ovviamente la sicurezza: stazioni di polizia e caserme dei vigili del fuoco sono essenziali per garantire la tranquillità e l'incolumità dei cittadini. Per complicare il tutto, disastri naturali quali terremoti, innondazioni, mostri ed incendi, verranno di tanto in tanto (ma possono essere anche invocati a piacere) per dare un po' di pepe alle normali attività di pubblica amministrazione.
Insomma sviluppo della città ma anche attenzione e tutela dello stato d'animo dei Sim che non mancheranno di far sentire la loro voce tramite perentori comunicati stampa, informandovi dei successi e dei fallimenti della vostra amministrazione.

Due momenti di gioco. Notate a destra Godzilla che fa scempio del vostro operato
Raccontata così può anche sembrare semplice ma vi assicuro che tener conto delle complesse dinamiche che regolano lo sviluppo di una città è impresa tutt'altro che agevole; i cittadini sono benevoli se ben amministrati ma senza scrupoli qualora insoddisfatti della vostra gestione ... fughe dalla città, tumulti e criminalità sono dietro l'angolo ... sindaco avvisato mezzo salvato!!!
Come detto precedentemente il gioco è praticamente senza fine visto che, a patto di non restare senza fondi e senza cittadini, potrete proseguire virtualmente all'infinito a gestire la vostra città sbizzarrendovi a riorganizzarla ed abbellirla come più vi aggrada fino a diventare il sindaco più amato del globo.
Per tutti coloro che invece necessitano di un obiettivo che sia di stimolo a completare il gioco, Wright e colleghi si ingegnarono per concepire scenari (passati, presenti e futuri) in cui cimentarsi avendo noto fin da subito lo scopo finale:
- Berna, 1965 - la capitale svizzera è al collasso a causa del traffico. Compito del neo-eletto sindaco risolvere il problema costruendo nuove infrastrutture per la viabilità
- Boston, 2010 - la parziale fusione del nocciolo della centrale nucleare (scenario quanto mai attuale) ha incenerito una parte della città. A voi il compito ricostruire e ristabilire la sicurezza cittadina
- Detroit, 1972 - il crimine e la depressione stanno attanagliando la città. Come sindaco dovrete riavviare l'attività industriale e ripristinare la sicurezza
- Rio de Janeiro, 2047 - i cambiamenti climatici hanno scatenato una devastante alluvione che ha messo a soqquadro la città. Un'attento piano di ricostruzione è necessario per garantire la felicità dei Sim brasiliani
- San Francisco, 1906 - uno spaventoso terremoto ha devastato la città causando, tra l'altro, innumerevoli incendi. E' necessario prendere in mano le redini della situazione e far ripartire la città
- Tokio, 1961 - La città è stata attaccata da Godzilla. Questo scenario, fortemente ispirato ai film di mostri giapponesi, vedrà il primo cittadino intento a limitare i danni e a governare il processo di ricostruzione
- Amburgo, 1944 - La città è appena stata bombardata e necessita di una buona amministrazione per essere riportata a lucido
- Dullsville, 1910 - La cittadina statunitente è afflitta dalla stagnazione economica, a voi il compito di trasformare l'agglomerato urbano in una vera e propria metropoli nel giro di soli trent'anni (il mio scenario preferito!!)

La schermata di selezione dello scenario e la descrizione dell'obiettivo della vostra missione
Tecnicamente parlano il gioco non fa gridare al miracolo sia per la grafica a 16 colori, sia per il sonoro ridotto ai minimi termini (il che non è un male visto il supporto limitato al beeper interno). In ogni caso in questo gioco, più che in molti altri, questi sono aspetti che passano in secondo piano visto che esso poggia su pilastri ben più nobili rispetto al mero sfavillio grafico e sonoro.
Il mouse risulta il miglior sistema di controllo per districarsi tra le icone ed i menù a tendina; sono supportati anche tastiere e joystick ma il buon vecchio sorcio si rivela una spanna al di sopra per via della sua velocità e precisione.
Sim City è un gioco decisamente appagante e garantisce un divertimento duraturo a patto di riuscire ad entrare nell'ottica di goderselo nella sua lentezza ... sperare di creare una metropoli in quattro e quattr'otto è impresa assolutamente impossibile. Calma, concentrazione e soprattutto dedizione sono indispensabili per ottenere il massimo dal titolo.
Prima di concludere vi segnalo un paio di curiosità legate all'immortale titolo di Will Wright (titolo destinato ad originare numerosi seguiti e una pletora di giochi ad esso ispirati tali da riempire un volume della mitica Treccani):
- nel 2008 la Electronic Arts, proprietaria dei diritti ha deciso di rendere open source il codice sorgente del gioco. Essendo il codice originale vecchio di più di vent'anni e sviluppato su Commodore 64, la casa statunitense ha deciso di ingaggiare un programmatore per modernizzare il sorgente e renderlo quindi utilizzabile sui moderni sistemi. Il nuovo gioco ha preso il nome di Micropolis - il nome provvisorio utilizzato durante la lunga gestazione del titolo dal 1986 al 1989 - dato che Electronic Arts ha voluto mantenere il possesso dell'appellativo originale
- Sim City è stato dichiarato uno dei dieci giochi più importanti della storia dalla Stanford University insieme a titoli del calibro di Spacewar (1962), Star Raiders (1967), Zork (1980), Tetris (1985), Super Mario Bros III (1990), Civilization (1991), Doom (1993), Warcraft (1994) e Sensible World of Soccer (1994)
- nella versione SNES, al posto di Godzilla, ci penserà il buon vecchio Bowser a far macerie della vostra città
- la versione per sistemi operativi Unix era giocabile in rete ed ebbe ovviamente un grande successo all'interno dei campus universitari :o)
Bene ... credo di avervi detto tutto e quindi non mi resta che invitarvi a giocare a Sim City qualora non l'abbiate già fatto ... in caso contrario tornate a farci una partitina perché ancora oggi può regalare molto!
A voi il video in cui getto le basi per la futura metropoli PC RETRO CITY ...
domenica 24 aprile 2011
Quando pubblicai il primo post di questo blog, il 24 Maggio 2010, era da poco trascorsa la Pasqua dell'anno passato. Oggi, a quasi un anno di distanza, mi trovo qui, oberato dal cibo, intento a scrivere questo breve messaggio con cui porgo a tutti voi i miei più sinceri aguri per una buona e serena Pasqua.
Un anno fa non avrei creduto di poter resistere tanto visto che il tempo era (ed è) poco e il più delle volte è difficile la sera trovare la voglia di ficcarsi davanti al computer dopo una giornata di lavoro ... ma la passione è grande e riesce, il più delle volte, a tirare fuori energie inattese. E quindi eccomi ancora a qui a parlare di vecchi giochi per PC nella speranza di trasmettere a tutti coloro che mi leggono un pò dei ricordi che conservo nel mio cuore. Un grazie di cuore a tutti coloro che mi seguono e che in questo periodo mi hanno sostenuto dandomi la forza di andare avanti nonostante mille difficoltà. A tutti voi, con questo tenerissimo Chocobo appena nato, il mio augurio di ...
Un anno fa non avrei creduto di poter resistere tanto visto che il tempo era (ed è) poco e il più delle volte è difficile la sera trovare la voglia di ficcarsi davanti al computer dopo una giornata di lavoro ... ma la passione è grande e riesce, il più delle volte, a tirare fuori energie inattese. E quindi eccomi ancora a qui a parlare di vecchi giochi per PC nella speranza di trasmettere a tutti coloro che mi leggono un pò dei ricordi che conservo nel mio cuore. Un grazie di cuore a tutti coloro che mi seguono e che in questo periodo mi hanno sostenuto dandomi la forza di andare avanti nonostante mille difficoltà. A tutti voi, con questo tenerissimo Chocobo appena nato, il mio augurio di ...
Buona Pasqua!
All'inizio degli anni '90 la grafica digitalizzata irrompe violentemente nel mondo dei videogames aprendo quello che per un pò sembrò il futuro di quest'arte. Benchè io non ne sia mai stato un amante, devo ammettere che inizialmente ne restai affascinato proprio come un bambino posto di fronte ad un nuovo balocco. Tra le case che meglio seppero sfruttare questa nuova tecnologia ricordo con piacere la Access Software che, grazie alle futuristiche avventure del detective Tex Murphy (di cui trovate il primo capitolo, Mean Streets, recensito su questo blog), ai campi di golf digitali di Links e al violentissimo Crime Wave sappe conquistarsi l'onore delle cronache. Anche il mondo dei picchiaduro ad incontri, che di li a pochi anni sarebbe esploso grazie Street Fighter II e Mortal Kombat (di cui Pit Fighter il precursore), fu investito da questa innovazione con i risultati che mi appresto ad illustravi.Nel 1990 l'Atari decide di scuotere l'universo dei coin-op con un titolo per molti versi innovativo. La prima novità a saltare all'occhio (come dimostrano i due screenshot poco oltre) è la grafica digitalizzata di buona qualità che conferisce al gioco un'aspetto decisamente realistico nonostante i lottatori sembrino un po' appiccicati sullo sfondo. Innovativa è anche la tipologia di gioco in quanto in quegli anni godevano di grande popolarità i picchiaduro a scorrimento (alla Final Fight per intenderci) mentre gli spacca ossa uno contro uno stentavano a decollare (ma, come vi ho già accennato, sarebbe stata questione di poco). Decisamente contro tendenza anche la dose di violenza che il titolo porta con se, non tanto per le mazzate scambiate quanto per il sangue che scorre copioso particolare che, unito alla grafica estremamente realista, aumentava la sensazione del dolore inflitto all'avversario ... ovviamente furono polemiche!!
Trattandosi di un coin-op la trama è del tutto ininfluente e sembra tratta da uno dei film Jean-Claude Van Damme che furoreggiavano verso la fine degli anni '80: siete un giovane lottatore che ambisce a conquistare il titolo, ed il bottino, messo in palio da uno dei più "prestigiosi" tornei di lotta clandestina. Tra voi e la meta, undici lottatori di diverso sesso ed etnia che dovrete affrontare in scontri all'ultimo sangue. Tre i personaggi che potrete impersonare (un wrestler, un karateka e un kickboxer), tre i giocatori simultanei ed un unico scenario sono gli altri numeri di questo titolo. A proposito dell'arena di gioco vi segnalo che all'interno di esse i lottatori potranno muoversi non solo in orizzontale ma anche in profondità e che oggetti come casse, barili ed altre amenità potranno essere utilizzate per arrecare maggior danno all'avversario.
Rigiocato oggi, grazie al mitico MAME, devo ammettere che il titolo Atari risulta divertente e giocabile, nonostante la musica decisamente monotoana e le animazioni un po' legnore, soprattutto considerato il livello di innovazione e spettocolarità che porta con se.

Due fotogrammi del coin-op
Sull'onda del successo del coin-op l'inglese Domark decide di acquistare i diritti e convertire il titolo per svariati home computer e console. Putroppo, come spesso accade per le trasposizioni di giochi da sala, il risultato è ben lontano dall'eccellenza. Non fa eccezione la versione PC che però, rispetto ai sistemi concorrenti, è quella che lascia maggiormente l'amaro in bocca vista la potenza dell'hardware a disposizione.
Prima di tutto la grafica che sembra portata direttamente da Amiga con la conseguente drastica riduzione dei colori a schermo; senz'altro un peccato visto che con i 256 colori della VGA realizzare una grafica del tutto simile a quella del coin-op era possibile ed auspicabile (e lo dimostrerà la conversione di Mortal Kombat). Come se non bastasse la riduzione dei colori gli sprite dei lottatori sono rimpiccioliti, rispetto alla controparte da sala, e sgranati all'inverosimile. Passi lo scalamento degli elementi in movimento ma, la mancanza di definizione è decisamente insopportabile e figlia probabilmente, ancora una volta, dell'adattamento dalla versione per gli altri sistemi 16-bit vessati dalla mancanza del disco fisso.
Un vero peccato perchè anche gli schizzi di sangue, tanto apprezzati nel titolo originale, che con il calo di dettaglio tendono a somigliare a spruzzi di salsa aurora ... ottima per i gamberi ma poco adatta ad un picchiaduro :o)

Due scene di combattimento. Notare il calo di dettagli rispetto alle immagini poco sopra
Ma, se come ho detto spesso, sulla grafica si può anche soprassedere (entro certi limiti ovviamente) ad essere disarmante è il sistema di controllo. Il coin-op prevedeva l'utilizzo di tre tasti: uno per saltare, uno per utilizzare i pugli ed uno per i calci. Nella versione PC questo si traduce nell'utilizzo di otto tasti direzionali (W, D, X, S per le direzioni principali e Q,E,C, Z per le diagonali) ed un solo tasto azione (con il joystick va un po' meglio ma il difetto di base resta). Il problema principale del sistema di controllo risiede proprio nella presenza di un solo tasto per eseguire le mosse che costringe anche l'azione più semplice (scagliare un pugno) alla pressione di due tasti contemporaneamente ... in buona sostanza i comandi direzionali usati insieme al tasto azione danno origine alle mosse (è un po' il sistema utilizzato, ad esempio, da The Last Ninja).
Ancora una volta un scelta fortemente influenzata dagli altri sistemi in cui a farla da padrone era il joystick: su PC con utenti abituati ad agire come polpi sulla tastiera si poteva decisamente implementare un sistema di controllo migliore anche perchè così si rischia di pigiare i tasti a casaccio (e tra l'altro si riesce pure a vincere!!)

Due fotogrammi tratti dall'introduzione. Brevi sequenze FMV e definizione ridicola anche per il 1990
Sono questi gli aspetti che penalizzano maggiormente questa conversione relegandola alla mediocrità con buona pace di tutti coloro che speravano di mettere le mani su di un buon picchiaduro! Per il il resto gli altri aspetti del gioco originale sono tutti presenti: arene interattive, folla acclamente (anche se un po' meno "folta"), corpi contundenti, possibilità di sfidare un amico, ecc. Nonostante questo, quando un titolo è bruttino da vedere e poco giocabile, tutto il resto passa in secondo piano non riuscendo in alcun modo a riabilitare il lavoro dei programmatori.
Chiudo con il sonoro che non era granchè nel coin-op e quindi non è nulla di particolare neanche nella versione per computer (sono supportate la Roland e la AdLib quindi scordiamoci pure gli effetti digitalizzati).
Bene (anzi male) ... prima di lasciarvi all'immancabile video vi lascio con un'ultima chiosa: Pit Fighter è stato un titolo innovativo sotto molti punti di vista, un buon successo da sala ed vero ed unico precursore di quel Mortal Kombat che di li a poco avrebbe infiammato il popolo dei videogiocatori. Putroppo la sua conversione per i sistemi casalinghi non fu all'altezza, probabilmente perchè si diede più importanta allo sfruttamento della licenza rispetto all'effettiva bontà del prodotto, ma il valore storico del gioco è innegabile ... a buon intenditor ...
A voi il video ...
giovedì 21 aprile 2011
Come vi ho annunciato qualche post orsono, la redazione di Re.BIT ha deciso di omaggire i suoi lettori (vecchi e nuovi) con un grandioso speciale dedicato ad uno dei classici senza tempo della storia dei videogame: Donkey Kong. Una guida omnicomprensiva intitolata al capolavoro di Shigeru Miyamoto sia nella sua versione da sala che nelle numerosissime versioni casalinghe. Curiosità, aneddoti e recensioni ossananti la prima avventura di successo del più famoso idraulico del mondo. Trentasei pagine da leggere tutte d'un fiato sull'onda dei ricordi.
Non mi pare che sia altro da aggiungere se non il mio ringraziamento a tutti i membri dello staff ed in particolare la grandissimo Gekido che, con la sua passione e la sua volontà, ha reso possibile quest'opera editoriale che pian piano si sta conquistando la sua fetta di appassionati.
Vi ricordo che per poter consultare la pubblicazione direttamente sul vostro browser non dovrete far altro che seguire questo link e, nel qualcaso non lo abbiate ancora fatto, procedere alla registrazione. Ancora un volta vi invito a lasciare un vostro commento per spingere la redazione a dare sempre il suo meglio ... citando un famoso film (indovinate quale!): "Senza di me voi non siete niente! Senza di voi io non sono niente".
Mi raccomando, supportateci e restate sintonizzati ... il quinto numero di Re.BIT sta per abbattersi come un ciclone sul mondo del retrogaming!!!
Non mi pare che sia altro da aggiungere se non il mio ringraziamento a tutti i membri dello staff ed in particolare la grandissimo Gekido che, con la sua passione e la sua volontà, ha reso possibile quest'opera editoriale che pian piano si sta conquistando la sua fetta di appassionati.
Vi ricordo che per poter consultare la pubblicazione direttamente sul vostro browser non dovrete far altro che seguire questo link e, nel qualcaso non lo abbiate ancora fatto, procedere alla registrazione. Ancora un volta vi invito a lasciare un vostro commento per spingere la redazione a dare sempre il suo meglio ... citando un famoso film (indovinate quale!): "Senza di me voi non siete niente! Senza di voi io non sono niente".
Mi raccomando, supportateci e restate sintonizzati ... il quinto numero di Re.BIT sta per abbattersi come un ciclone sul mondo del retrogaming!!!
domenica 17 aprile 2011
Il mondo delle corse clandestine ha innegabilmente il suo fascino! Pellicole culto come The Fast and The Furius, il giopponesissimo Initial D, il nostrano Velocità Massima ma anche il più "stagionato" Gioventù bruciata (e perfino alcuni episodi di Happy Days) dimostrano la presa di questo universo fatto di auto elaborate e belle donne. Poteva il mondo dei videogiochi ignorare questo fenomeno? Ovviamente no e quindi eccomi pronto a parlarvi di Street Rod, ottimo titolo dei California Dreams (che a dispetto del nome sono un gruppo polacco), uscito per PC, Amiga, Atari ST e Commodore 64 nell'ormai lontano 1989. Riprendendo il gioco in mano per scrivere questo articolo mi sono reso conto fin da subito che si tratta di un titolo invecchiato molto bene tanto da poter essere paragonato, trascurando gli evidenti limiti tecnici, a best sellers odierni quali ad esempio Midnight Club dei grandi Rockstar San Diego ... e scusatemi se è poco!!
E' l'anno 1963 e voi siete il classico bulletto americano, con giubbotto in pelle nera e occhiali da sole d'ordinanza, pronto a sfidare il mondo per conquistare il titolo di miglior pilota della città. Purtroppo la strada inizia in salita visto che, con i pochi denari a disposizione, sarete costretti a ripiegare su un'auto usata non troppo performante (ma in fondo è così in tutti i giochi altrimenti dove starebbe la sfida!!!). Dopo aver consultato gli annunci sul giornale locale alla ricerca del vostro "missile terra-terra" vi troverete nel garage pronti ad apportare le prime modifiche al neo acquisto. Sfortunatamente, viste le ridotte finanze, potrete apportare solo piccole modifiche di tipo estetico come ad esempio bombare i parafanghi, ribassare il tettuccio e applicare qualche adesivo. Dopo una capatina al distributore per il rifornimento, sarete pronti a lanciarvi nelle competizioni. Per trovare un avversario non c'è luogo migliore che il fast food dove man mano di sfileranno inquietanti soggetti pronti a mettere in gioco la propria reputazione corsaiola.

Due le tipologie di gare disponibili: Drag Race (gara di accelerazione su di un breve rettilineo) e Road Race (gara su percorso urbato ricco di ostacoli, curve, strettoie ecc). In entrambe le competizioni potrete scommettere denaro oppure, solo nelle gare su strada, battagliare (Pink Slips) per impossessarvi della macchina dell'avversario (ma anche perderla in caso di sconfitta!!). Quando avrete raggranellato un discreto bottino potrete tornare al garage per potenziare il vostro mezzo, vendere eventualmente i veicoli vinti, acquistarne dei nuovi e così via fino alla conquista del titolo di re delle corse clandestine. Durante le corse, oltre che dall'avversario, dovrete guardarvi delle uscite di strada, che vi condannano automaticamente alla sconfitta, e alle pattuglie della stradale che, oltre a farvi perdere la tenzone, andranno a decuratare parte delle vostre sostanze (doppio danno insomma!!!!).
I potenziamenti che potrete applicare al vostro bolide comprendono la sostituzione dei pneumatici, per migliorare l'aderenza, e l'elaborazione del motore (testata, trasmissione e carburatori) per aumentare le prestazioni. Non dovrete ovviamente scordarvi di regolare la trasmissione ed eseguire le varie operazioni di manutenzioni essenziali per mantenere il veicolo sempre in perfette condizioni. Insomma un gioco decisamente completo e divertente con fasi di guida mozzafiato e fasi di gestione del mezzo decisamente intriganti.

Graficamente, il gioco, benché nella fase di inizializzazione permetta di selezionare l'adattatore VGA, è in basato sulla EGA quindi 16 colori e non 256 come si sarebbe potuto sperare. In ogni caso la grafica risulta piacevole e molto veloce. Benché l'engine sia sostanzialmente bidimensionale sono apprezzabili alcuni elementi dello scenario, come ad esempio gli edifici, realizzati tramite poligoni solidi ... niente di che ma decisamente stiloso. Putroppo non è previsto il supporto alle schede audio quindi saremo costretti a soffrire i beep del PC speacker che per una volta non risulta troppo invadente ... gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire un semplice musichetta che una volta tanto grazia i nostri straziati timpani. Durante le sessioni di guida è presente unicamente il "rombo" del motore, effetto che debbo ammettere il beeper riesce a produrre in modo decente (o almeno non opprimente!!).
Il sistema di controllo prevede l'utilizzo della tastiera o del joystick ... a voi scegliere quello che preferite. Io rimango dell'opinione che un vero PC Gamer gioca con la tastiera ma se vi piace guidare l'auto con la cloche ne avete la facoltà :o)
Non so voi, ma è venuta una voglia pazzesca di andare a farmi una corsetta ... approfitto di questo impulso corsaiolo per realizzare il video che segue in cui vi dispenserò anche alcuni preziosi consigli per iniziare al meglio una partita. Buon divertimento ...
E' l'anno 1963 e voi siete il classico bulletto americano, con giubbotto in pelle nera e occhiali da sole d'ordinanza, pronto a sfidare il mondo per conquistare il titolo di miglior pilota della città. Purtroppo la strada inizia in salita visto che, con i pochi denari a disposizione, sarete costretti a ripiegare su un'auto usata non troppo performante (ma in fondo è così in tutti i giochi altrimenti dove starebbe la sfida!!!). Dopo aver consultato gli annunci sul giornale locale alla ricerca del vostro "missile terra-terra" vi troverete nel garage pronti ad apportare le prime modifiche al neo acquisto. Sfortunatamente, viste le ridotte finanze, potrete apportare solo piccole modifiche di tipo estetico come ad esempio bombare i parafanghi, ribassare il tettuccio e applicare qualche adesivo. Dopo una capatina al distributore per il rifornimento, sarete pronti a lanciarvi nelle competizioni. Per trovare un avversario non c'è luogo migliore che il fast food dove man mano di sfileranno inquietanti soggetti pronti a mettere in gioco la propria reputazione corsaiola.

Nel garage con la prima auto - Al fast food in cerca di un avversario
Due le tipologie di gare disponibili: Drag Race (gara di accelerazione su di un breve rettilineo) e Road Race (gara su percorso urbato ricco di ostacoli, curve, strettoie ecc). In entrambe le competizioni potrete scommettere denaro oppure, solo nelle gare su strada, battagliare (Pink Slips) per impossessarvi della macchina dell'avversario (ma anche perderla in caso di sconfitta!!). Quando avrete raggranellato un discreto bottino potrete tornare al garage per potenziare il vostro mezzo, vendere eventualmente i veicoli vinti, acquistarne dei nuovi e così via fino alla conquista del titolo di re delle corse clandestine. Durante le corse, oltre che dall'avversario, dovrete guardarvi delle uscite di strada, che vi condannano automaticamente alla sconfitta, e alle pattuglie della stradale che, oltre a farvi perdere la tenzone, andranno a decuratare parte delle vostre sostanze (doppio danno insomma!!!!).
I potenziamenti che potrete applicare al vostro bolide comprendono la sostituzione dei pneumatici, per migliorare l'aderenza, e l'elaborazione del motore (testata, trasmissione e carburatori) per aumentare le prestazioni. Non dovrete ovviamente scordarvi di regolare la trasmissione ed eseguire le varie operazioni di manutenzioni essenziali per mantenere il veicolo sempre in perfette condizioni. Insomma un gioco decisamente completo e divertente con fasi di guida mozzafiato e fasi di gestione del mezzo decisamente intriganti.

Abbiamo appena installato un nuovo motore a doppia carburazione - Una fase di guida
Graficamente, il gioco, benché nella fase di inizializzazione permetta di selezionare l'adattatore VGA, è in basato sulla EGA quindi 16 colori e non 256 come si sarebbe potuto sperare. In ogni caso la grafica risulta piacevole e molto veloce. Benché l'engine sia sostanzialmente bidimensionale sono apprezzabili alcuni elementi dello scenario, come ad esempio gli edifici, realizzati tramite poligoni solidi ... niente di che ma decisamente stiloso. Putroppo non è previsto il supporto alle schede audio quindi saremo costretti a soffrire i beep del PC speacker che per una volta non risulta troppo invadente ... gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire un semplice musichetta che una volta tanto grazia i nostri straziati timpani. Durante le sessioni di guida è presente unicamente il "rombo" del motore, effetto che debbo ammettere il beeper riesce a produrre in modo decente (o almeno non opprimente!!).Il sistema di controllo prevede l'utilizzo della tastiera o del joystick ... a voi scegliere quello che preferite. Io rimango dell'opinione che un vero PC Gamer gioca con la tastiera ma se vi piace guidare l'auto con la cloche ne avete la facoltà :o)
Non so voi, ma è venuta una voglia pazzesca di andare a farmi una corsetta ... approfitto di questo impulso corsaiolo per realizzare il video che segue in cui vi dispenserò anche alcuni preziosi consigli per iniziare al meglio una partita. Buon divertimento ...
martedì 12 aprile 2011
Miei cari lettori è con un motto di orgoglio che vi annuncio che Re.BIT ha finalmente spiccato il suo volo solitario abbandonando il nido di Retrogaming History.E' stata dura anche perchè il tempo da dedicare alla nuova impresa non è stato molto ma in ogni caso ce l'abbiamo fatta ed ora il sogno è finalmente realtà. Non dovrete far altro che seguire questo link (oppure cliccare sull'immagine qui a fianco) per iniziare a vivere in prima persona l'avventura che la redazione vuole condividere con tutti voi.
Un sito tutto nostro è senz'altro un impegno ancor maggiore ma ci permetterà di dialogare con voi (tramite il forum) e di fornirvi contenuti aggiuntivi che per un motivo o per l'altro non hanno trovato spazio sulle pagine virtuali della rivista.
Non dovrete far altro che registravi, compilando il vostro profilo, per iniziare a vivere Re.Bit in prima persona ... la vostra collaborazione è indispensabile perchè ci sprona, sia con i complimenti che con le critiche, a dare il nostro meglio in ogni frangente.
Per ora i contenuti non sono moltissima ma non preoccupatevi, ben presto ne arriveranno altri! Uno su tutti il quinto numero della rivista che tra pochi giorni potrete trovare online bella e pronta per la lettura ... non posso dirvi molto di più ma, per stimolare la vostra acquolina, vi preannuncio uno speciale, un regalo che vi facciamo per celebrara la nostra "indipendenza", evento che ci sembra giusto festeggiare con tutti quelli che ci hanno seguito e che vorranno iniziare a farlo da ora.
Vi aspettiamo numersi, partecipi ed attivi ... siete voi la nostra forza!!!
A presto ...
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