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mercoledì 9 novembre 2011

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I giochi sportivi multi-evento hanno saputo ritagliarsi nel corso degli anni una nutrita fetta di estimatori che, completamente insensibili al dolore inferto a joystick e tastiera, erano disposti a tutto per dimostrare la propria superiorità "atletica". Nonostante il mio favore ricada, senza se e senza ma, sulla versione da sala di Track & Field (Konami, 1983) è innegabile che l'esplosione del genere sia stato determinato dalla diffusione dei sistemi casalinghi ed agli innumerevoli giochi collegati a grandi manifestazioni sportive o ad atleti di fama mondiale. Sul finire degli anni '80, quando il Commodore 64 era il sogno di ogni bambino pacioccoso dalle dita grassoccie, a dettare legge nei giochi multi-evento era la mitica Epyx. Ogni retrogamer che si rispetti non può non provare un brivido nella schiena sentendo nominare giochi come Winter Games, Summer Games, California Games e World Games. E' proprio di quest'ultimo titolo che ho intenzione di parlavi, sia perché è uno dei miei preferiti sia perché è quello a proporre alcune delle discipline "sportive" più interessanti del panorama mondiale (capirete il virgolettato più avanti).
World Games viene rilasciato per l'otto-bit Commodore nel 1986, per essere poi convertito via via per una moltitudine di formati che non sto ad elencarvi ... tanto sono sempre i soliti. Premettendo fin da subito che la piattaforma migliore per gustarsi il titolo è quella per cui il gioco fu concepito, da preferire anche alle versioni per i sistemi superiori, io resto coerente ai miei principi e quindi mi butto a capofitto sull'edizione PC/MS-DOS.
Iniziamo subito dalle note dolenti così ci togliamo il pensiero. Nel 1986 la grafica su PC era CGA e l'audio era prodotto dallo speaker interno ... quindi psico-grafica a quattro colori e sonoro gracchiante sono il massimo che il titolo può dare dal punto di vista audio-visivo ... mettiamoci quindi una pietra sopra e passiamo ad analizzare la sostanza che, come dico sempre, è l'anima di un buon videogame.

Come da tradizione Epyx, dopo la schermata dei titoli, un essenziale menu permette di accedere alle  diverse competizioni (in tutti gli eventi, in alcuni eventi o in un solo evento) o di impratichirsi in una delle discipline. Se si sceglie di lanciarsi in una tenzone, per ogni giocatore (è possibile organizzare sfide con otto contendenti) è richiesto di selezionare nome e nazionalità (scelta seguita dall'esecuzione dell'inno che, almeno su PC è decisamente straziante ... e pensare che allora quasi mi esaltavo nel sentire le note partorite dalla mente di Goffredo Mameli dallo speaker del mio M24). Qualora si opti invece di allenarsi, sarà sufficiente selezionare la disciplina preferita e quindi provare e riprovare finché non ci si sente pronti per sfidare gli amici o per battere uno dei record mondali.

Le otto discipline in cui potremo cimentarci sono prelevate dalla tradizione sportiva di altrettanti paesi. Alcune di esse sono specialità ormai entrate nella consuetudine e oggetto di manifestazioni di portata planetaria, mentre altre sono relegate alle usanze delle rispettive nazioni (ancora oggi in cui in televisione trasmettono praticamente di tutto alcune di queste sono ai più ignote). Andiamo a conoscerle una ad una ...

Weight Lifting (Unione Sovietica) Le discipline "di forza" sono state per lunghi anni un forziere di medaglie per i paesi d'oltre cortina probabilmente per via dell'abbondanza di sostanze dopanti e dei pochi controlli (quanto uscì World Games il muro di Berlino e la guerra fredda erano quanto mai attuali). La vecchia URSS è stata quindi scelta per rappresentare la nobile ed antica arte del sollevamento pesi. Il perfetto tempismo nell'eseguire i movimenti delle due tecniche si sollevamento (strappo e slancio) è la chiave per portare il bilanciare al di sopra del capo ed impressionare la giuria.

Barrel Jumping (Germania) Praticata da oltre 300 anni in Germania, la disciplina del salto dei barili richiede velocità, forza e coraggio. Gli atleti più bravi sono in grado di raggiungere i 50 Km/h prima di spiccare il balzo che dovrebbe portarli al di la della lunga fila di barili. Il condizionale è d'obbligo poiché è sufficiente una distrazione, una lieve imperfezione del ghiaccio per incocciare su uno dei barili e franare rovinosamente a terra rischiando di farsi un bel male. Smanettare a destra e sinistra per correre, il tasto azione per saltare e qualche altra combinazione di tasti per completare il balzo sono gli ingredienti per raggiungere incolumi la fine della barricata.

Cliff Diving (Messico) Acapulco, spiagge assolate, belle ragazze e dirupi a strapiombo sul mare. Niente di meglio per cimentarsi nella perigliosa specialità dei tuffi da grandi altezze. Per buttarsi basta un po' di coraggio ma per evitare di toccare la parete e di schiantarsi sul basso fondale è necessaria tecnica e precisione. Se vi tremano le gambe è possibile lanciarsi da diverse altezze ma, per conquistare la giuria, è necessario saltare dalla cima, far la barba alle rocce ed inabissarsi quando l'acqua ondeggiante è alla sua massima altezza ... a prima vista può sembrare semplice ma vi assicuro che non è così.

Slalom Skiing (Francia) Chamonix è stata la sede, nel 1924, dei primi giochi olimpici invernali e per questo è stata scelta per ospitare la versione digitale della discesa tra i pali stretti dei World Games. Zig-zagare tra le bandierine pennellando traiettorie perfette è essenziale per giungere al traguardo nel minor tempo possibile. Lanciarsi a capofitto giù per la discesa è totalmente inutile senza prima aver studiato attentamente il percorso ... concedetevi lunghe sessioni di pratica per riuscire a dare il meglio e perché no,  rivivere le emozioni dell'Albertone nazionale :o)

Log Rolling (Canada) Nei primi dell'ottocento i tagliaboschi delle sterminate foreste canadesi inventarono un particolare gioco per dimostrare la loro prestanza e la loro abilità. Prendete due nerboruti omaccioni e sistemateli in piedi alle estremità di un lungo tronco galleggiante. Attendete il segnale di partenza ed ammirateli mentre camminando in avanti o indietro sul grande stelo rotolante cercano di sbilanciare l'avversario per donargli un bagno corroborante nelle gelide acque canadesi. Per vincere sono necessari equilibrio ed agilità e mi raccomando, non perdere mai di vista i piedi del vostro antagonista.

Bull Riding (USA) Il rodeo è una delle più grandi attrazioni del vecchio West e la cavalcata del toro imbizzarrito una delle competizioni più spettacolari e pericolose. L'impavido cowboy seduto in groppa al dorso muscoloso del bovino inferocito, può contare solo su di una corda a cui reggersi ed alla sua abilità di assecondare i movimenti convulsi della sua cavalcatura.
Una delle gare più difficili in assoluto del gioco e una vera fabbrica di imprecazioni :o)


Caber Toss (Scozia) Tipi tosti gli scozzesi. Mentre i più si dilettano nel lancio del giavellotto loro si sgranchiscono lanciando tronchi simili a quelli usati per i vecchi pali del telefono. La parte più difficile del gioco è quella di riuscire a mantenere la grossa pertica in equilibrio mentre si cerca di raggiungere il sufficiente slancio necessario al lancio. Passi se il tronco cade in avanti ma se questo cade all'indietro meglio scansarsi onde evitare di essere letteralmente interrati dal peso dell'ingombrante asta.


Sumo Wrestling (Giappone) Due ciccioni giapponesi, seminudi con indosso solo un costumino simile ad vecchio ciripan (pannolino lavabile che molti di voi avranno indossato), si spingono, si strattonano e si sollevano con l'unico scopo di atterrare o scagliare l'avversario al di fuori del ring in cui si sfidano a singolar tenzone. Come in ogni forma espressiva della cultura giapponese il Sumo è l'unione di tradizione, rispetto e storia.



Bene ... non mi resta molto altro da dire su World Games se non confermarvi che è un buon gioco che anche in questa veste graficamente scarna (tralascio un qualsiasi giudizio sull'accompagnamento sonoro) sa divertire soprattutto se giocato con qualche amico. Un gioco solo apparentemente semplice che necessita di molta pratica per dare risultati soddisfacenti ed appaganti. Da tecnico mi permetto, prima di concludere, di far notare la buona volontà dei programmatori Epyx nello sfruttare entrambe le palette messe a disposizione della CGA ... non è molto ma è comunque un segno di "rispetto" :o)


Vi lascio con il video in cui si vedono tutti i miei limiti dovuti soprattutto al molto tempo trascorso lontano da questo ottimo titolo ... a presto ...


giovedì 10 febbraio 2011

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Agli albori di questo blog vi ho parlato dell'evoluzione che la Sierra On-Line portò nel modo dei giochi di avventura con il suo King Quest. Gli adventure game, fino ad allora unicamente testuali o al più dotati di grafica statica, si trasformavano in vere e proprie esperienze interattive in cui al giocatore era concessa la possibilità di muovere l'eroe all'interno di scenari ricchi, per l'epoca, di colori e di dettagli. Mentre la risoluzione degli enigmi e l'interazione con lo scenario sono ancora governati dall'uso dell'interprete dei comandi (bisogna quindi digitare semplici frasi con cui si descrive l'azione che si intende compiere), il movimento del protagonista è affidato all'uso della tastiera o del joystick donando in questo modo una nuova dimensione alla fase di esplorazione (vengono solitamente anche proposte delle brevi sequenze arcade che contribuiscono piacevolmente a spezzare il ritmo).

 Essendo particolarmente affezionato a questo genere videoludico, quando mi fu chiesto di entrare a far parte della redazione di Re.BIT pensai di dedicare la mia prima recensione ad una delle avventure che segnarono la mia giovinezza ... recensione che oggi, per la completezza di questo sito, vi ripropongo sperando di farvi cosa gradita. Signori e signori un attimo di silenzio ... Roger Wilko sta arrivando ...



La Sierra On-Line dopo averci delizionato con le avventure del prode Sir Graham (King's Quest), dello sfigato playboy Larry Laffer (Lesuire Suit Larry) e dell'agente Sonny Bonds (Police Quest) ci regala la sua prima avventura fantascientifica "tridimensionale" (il virgolettato è d'obbligo in quanto il senso prospettico è ottenuto scalando gli sprite in movimento ... è tutto piatto come una tavola!!!!): Space Quest: The Sarien Encouter.

Protagonista del gioco è Roger Wilco, spazzino galattico in servizio sulla nave spaziale Arcada. Il gioco inizia con il nostro alter-ego intento a dedicarsi alla sua attività preferita: sonnecchiare imboscato nello sgabuzzino delle scope. Il meritato riposo viene interrotto bruscamente, dall'acuto trillare dell'allarme di bordo. Scapicollatosi fuori dall'angusto locale il "solerte" Roger si accorge, ben presto, che la nave è stata attaccata dei malvagi Sarien i quali, dopo aver ucciso tutti i mebri dell'equipaggio, si sono impossessati del prezioso Star Generator. Con tale dispositivo nelle loro mani gli spietati alieni saranno ben presto in grado di piegare l'universo al proprio volere. Dopo un primo momento di smarrimento il nostro eroe si rende conto che spetta a lui l'arduo compito di salvare l'universo dalla minaccia della sottomissione. I buoni propositi sono però messi in discussione dai Sarien che prima di abbandonare la nave, hanno ben pensato di attivare l'autodistruzione. Restano pochi minuti prima che la nave salti in aria stroncado sul nascere l'eroica impresa dell'impavido Roger.
Qui inizia la nostra avventura che ci porterà, dopo una roccambolesca lotta contro il tempo per fuggire dall'Arcada prima della detonazione, ad esplorare il pianeta Kerona ed infine, dopo aver raggiunto la nave madre, a porre fine alle ambizioni di conquista dei Sarien.


 
Incontri ravvicinati del terzo tipo a bordo dell'Arcada - Pronti ad abbandonare la nave

Come nei più classici giochi d'avventura il gameplay si articola in fasi esplorative, in cui muoveremo il nostro personaggio nelle varie ambientazioni per raccogliere indizzi ed oggetti, e fasi in cui saremo costretti a spremerci le meningi per risolvere gli enigmi che gli sceneggiatori hanno sparso qua e la per rendere il nostro compito ancora più arduo. Per spezzare la monotonia i signori di Sierra hanno inserito delle sequenze action che metteranno alla prova la nostra prontezza di riflessi. Ad esempio, ad un certo punto del gioco, per attraversare il deserto di Kerona, dovremo metterci al comando di uno Skimmer (una specie di hovercraft) evitando le roccie e le buche che ci sbarrano il cammino (non so a voi, ma a me ricorda tremendamente uno dei livelli di Super Return of the Jedi per SNES ... che i programmatori di Sculptured Software siano stati fan delle avventure Sierra in gioventù?).

 

Space Quest vs Super Return of the Jedi ... deja vù!?!?!

Il sistema di controllo prevedere l'utilizzo delle frecce direzionali per muovere il personaggio all'interno degli scenari. L'interazione con l'ambiente e gli oggetti è invece demandata all'utilizzo della linea di comando, tramite cui potremo inserire brevi frasi che descrivono l'azione che il nostro alter-ego deve eseguire. Il parser (l'interprete dei comandi, croce e delizia degli avventurieri anni '80) non è molto evoluto, di conseguenza il più delle volte saranno sufficienti frasi del tipo verbo-oggetto (climb ladder, push button, ecc).

Dal punto di vista grafico siamo su ottimi livelli (almeno per i tempi, e per i PC). La grafica è un po' cubettosa ma svolge perfettamente la sua funzione e se consideriamo che, fino all'uscita delle avventure Sierra il genere era dominato dagli adventure testuali è tutto grasso che cola!!!
Il sonoro si limita ad una musichetta durante l'introduzione e qualche effetto sonoro nel corso del gioco, un po' poco, ma considerate le limitate capacità del PC Speaker basta ed avanza.

Il maggiore difetto del gioco, riconosciuto anche dagli stessi estimatori della Sierra e comune a molti dei suoi titoli, è l'estrema facilità con cui il personaggio può morire: si può cadere da un dirupo, finire schiacciato da un masso, ucciso da un ragno robotico, blastato da un alieno e chi più ne ha più ne metta ... insomma, c'è di che restare allibiti soprattutto sapendo di giocare ad un'avventura e non ad un arcade (meno male che si può salvare la partita in qualsiasi momento!!).


Prima di lasciarvi, come da tradizione di Re.BIT, al commento finale vi invito, nel corso del gioco, a prestare attenzione alle innumerevoli chicche inserite dagli sceneggiatori qua e la. Ad esempio il concerto dei Blues Brothers nel bar di Kerona o la sede del venditore di astronavi usate che ricorda tremendamente la casa di Luke Skywalker su Tatooine.

 

Le citazioni sono all'ordine del giorno in Space Quest


Giocare a Space Quest è un’esperienza straordinaria soprattutto per tutti coloro che, come me, fino ad allora avevano giocato unicamente alle avventure testuali. Finalmente un mondo tutto immaginario prende forma, colori e movimento diventando quasi reale. E’ vero, la grafica ha ben poco di realistico, ma 24 anni fa era come vivere dentro a un film di cui noi eravamo i protagonisti. Se a questo si aggiungono una trama degna di un episodio della saga di Star Wars e le geniali trovate degli sceneggiatori è facile capire che ci troviamo davanti ad un vero e proprio capolavoro. Personalmente mi ricordo di aver dedicato a Space Quest ogni momento libero delle mie giornate, trovandomi più volte intento a pensare a come risolvere quel maledetto enigma che mi aveva bloccato la sera precende, durante le tediose ore di lezione (con grande disappunto dei miei insegnanti). Un gioco che deve assolutamente essere giocato e vissuto fino in fondo!!


E per chiudere eccovi l'immancabile video che ho realizzato grazie ad un simpatico demo disk realizzato da Sierra per promuovere i suoi titoli ... visto c'ero c'ho messo anche il promo relativo a Space Quest II che non guasta mai.


Nel 1991 viene pubblicato un remake aggiornato alle moderne tecnologie grafiche e sonore (sparisce anche il parser sostituito da una comoda interfaccia punta e clicca). Benché il titolo risulti una gioia per gli occhi e le orecchie io continuo a preferire l'originale ... inizio proprio a diventare vecchio :o)