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mercoledì 22 febbraio 2012

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La leggenda vuole che in una tiepida serata del 1979, Tohru Iwatini, giovane programmatore al soldo della Namco, rimanga letteralmente folgorato da una pizza a cui manca una fetta. Dopo circa 14 mesi, il 22 maggio 1980, vede la luce Pac-Man il maggior successo della storia dei videogiochi arcade, con i suoi oltre 200mila cabinati installati in tutto il mondo.
Dopo l'enorme successo nella terra del Sol Levante, l'accordo tra la casa nipponica e l'americana Midway (sempre loro ... quelli di Mortal Kombat) il gioco arriva in occidente confermando il suo indiscutibile valore. E' bene precisare che il titolo originale giapponese è Puck-Man (パックマン), termine che venne però riadattato in Pac-Man per evitare la facile storpiatura in Fuck-Man, vocabolo di cui penso tutti voi possiate immaginare il significato! Il passo tra il successo da sala ed i sistemi da gioco casalinghi è breve ed ecco, negli anni immediatamente successivi, fioccare letteralmente adattamenti per ogni console e home-computer presente sulla faccia della terra (moda che dilaga tutt'oggi visto che, non appena esce un device in grado di "ospitare" un videogame, arriva puntuale un versione del classico Namco). Il porting per PC/MS-DOS (1983) risulta in linea con gli standard dell'epoca e, pur rivelandosi decisamente giocabile, non raggiunge i livelli toccati dal conversione del titolo dedicato alle avventure della signora Pac-Man ... di cui mi appresto a parlarvi :o)

       
Uno screenshot della versione da sala di Ms. Pac-Man e una foto del cabinato

Il grande successo di Pac-Man fece della simpatica pallina gialla una vera e propria icona del mondo dei videogiochi e, come spesso succede, questo carisma venne sfruttato per realizzare modding e hacking, più o meno legali, del titolo originale. Tra questi si annovera Crazy Otto, sviluppato dalla General Computer Comporation, che, grazie ad alcune semplici modifiche al gameplay (ed un lieve restyling degli sprite), finì con l'attirare l'attenzione degli uomini Midway, alla continua ricerca di nuovi successi da sala. Dopo aver acquistato il gioco, la Midway, lo ricalò nell'universo di Pac-Man modificato però lo sprite principale conferendogli fattezze femminili (mossa geniale visto che il capolavoro Namco fu il primo a sdoganare i videogame tra le esponenti del gentil sesso). Dopo una piccola diatriba per stabilire se la nuova eroina fosse signorina oppure signora (ed aver optato per quest'ultima visto che in uno degli intermezzi si vedono dei Baby Pac-Man scorrazzare per lo schermo) il coin-op invade le sale rivelandosi un nuovo e prevedibile successo ... Ms. Pac-Man era finalmente tra noi :o)

  
Due schermate di Crazy Otto ... la somiglianza con il gioco originale è a dir poco imbarazzante :o)

La nuova avventura della famiglia Pac-Man conserva buona parte della caratteristiche del gioco originale ...
  • ci si muove all'interno di un labirinto ingozzandosi di palline cercando di sfuggire a quattro fantasmini indiavolati ... il livello si completa quanto tutte le palline sono state ingurgitate
  • quattro palline speciali (power pills), presenti all'interno di ogni livelli, permettono al protagonista di rivalersi sugli avversari grazie alla temporanea possibilità di fagocitarli. I quattro gaglioffi non muoiono ma tornano alla casa base, posta al centro dello schermo, per rigenerarsi
... apportando però alcune interessanti variazioni:
  • il pattern di movimento dei nemici presenta elementi casuali rendendo di fatto impossibile utilizzare percorsi fissi per arrivare alla fine del gioco (come accedeva nel Pac-Man originale)
  • il frutto bonus non appare più al centro del livello ma scorrazza all'interno dei quest'ultimo rendendo più appassionante la conquista dello spuntino
  • le pareti del labirinto sono "piene" rendendo di fatto più semplice distinguere i percorsi
  • il gioco prevede quattro diversi labirinti alcuni dei quali dotati di quattro wrap-tunnel
  • le scenette di intermezzo narrano episodi di vita reale dei coniugi Pac-Man
  • il sonoro e gli effetti risultano più interessanti e gradevoli rispetto al primo episodio
Numerose leggende circolano sullo sviluppo del gioco, su come la Namco abbia accolto la notizia di questo evidente plagio, di come MidwayGeneral Computer Comporation si spartirono le royalties e così via ... in ogni caso Ms. Pac-Man fece la felicità di molti giocatori e probabilmente la ricchezza di svariate persone :o)

A breve distanza dal successo del coin-op, la signora Pac-Man entra nelle case di migliaia di videogiocatori grazie ad un numero spropositato di conversioni. Tra queste ovviamente non manca quella per PC/MS-DOS che, diciamocelo subito, è un piccolo capolavoro (soprattutto considerando gli evidenti limiti della piattaforma).

 
Due "scatti" della versione PC di Ms. Pac-Man. Il primo livello è decisamente easy ma nei quadri avanzati sarà davvero dura riuscire a soddisfare l'insaziabile appetito della signora in giallo :o)

Graficamente, nonostante l'immancabile cambio di risoluzione (nel coin-op il monitor è posto in verticale), grazie al sapiente uso del CGA Composite Video Mode il gioco risulta vivace e colorato ... come al solito si perde un po' in definizione ma il risultato finale è veramente degno di nota (gli screenshot parlano da se!!!). Il sonoro è al solito la nota dolente ma il PC speaker più di tanto non può proprio fare ... quello che c'è è comunque fatto "dignitosamente" e in ogni caso è possibile disattivare il commento audio. Nulla da eccepire sul sistema di controllo perfettamente fruibile sia nel caso si decida di affidarsi alla tastiera sia se si preferisca utilizzare il buon vecchio joystick ... come sempre è una questione di gusti (a dire il vero da un po' fastidio che cambiando direzione e cozzando contro un muro, la "signora in giallo" inizia ad avanzare in senso opposto a quello originale ... spesso è facile perdere una vita per errori di questo tipo).

Concludendo quest'altra cavalcava sul viale dei ricordi, mi sento di affermare che Ms. Pac-Man  è un gioco che merita di essere giocato qualunque sia la sua incarnazione con cui deciderete di cimentarvi. Il porting per PC risulta decisamente ben fatto e conserva integralmente la giocabilità e l'appeal del titolo da sala. La grafica è straordinaria mentre il sonoro è la solita ciofeca ... la prima è una novità, la seconda una costante per gli utenti dei sistemi MS-DOS di inizio anni '80 ... il risultato finale un piccolo diamante.

Buttate un occhio al video e ditemi se non vi viene voglia di correre a giocare a Ms. Pac-Man :o)

martedì 24 gennaio 2012

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Il post precedente dedicato al mitico Moon Patrol mi ha fatto tornare alla mente un altro figlio degli anni '80 che ha mietuto successi sia in sala giochi sia nelle sue molteplici versioni casalinghe. Il coin-op di Tapper giunge a noi nel 1983 grazie alla Bally Midway (ai giorni nostri nota solamente come Midway ... la mamma di Mortal Kombat ... che tenerezza). Il titolo è fin da subito oggetto dell'attenzione dei frequentatori delle sale giochi grazie alla sua ipnotica giocabilità. Protagonista del gioco è un simpatico birraio ("Il birraio", tra l'altro, è il titolo di una delle innumerevoli versioni pirata per Commodore 64 che si potevano reperire in edicola) il cui compito è quello di soddisfare i clienti che affollano i quattro banconi del suo locale. Ad un'estremità dei lunghi tavoloni abbiamo le spillatrici con cui riempire i boccali, dall'altra i quattro ingressi da cui gli avventori entrano via via più numerosi e rapidi. Il boccale di birra viene utilizzato a mo' di missile per spedire l'assetato cliente direttamente al di là della soglia. Qualora la distanza dall'ingresso sia troppa, il bevitore indietreggia solamente di alcuni passi, consuma la bevanda, lancia il bicchiere nella nostra direzione e poi ricomincia la sua avanzata. Se si fa cadere un boccale o se uno dei beoni arriva alla nostra estremità del bancone, si perde una vita. Si passa al livello successivo quando il locale resta vuoto. Nella vostra opera potrete avvantaggiarvi della mance lasciate dai cliente, quando le recuperate simpatiche e discinte fanciulle distraggono gli avventori dall'avanzare, e della possibilità di correre lungo il bancone per recuperare i boccali anzi tempo.

Come già detto ... semplicissima ma assolutamente ipnotico ... si fa veramente fatica a smettere (soprattutto se si gioca a casa e non si è costretti ad infilare continuamente monetine nell'apposita fessura!!).


   
Il cabinato di Tapper ed uno screenshot dell'originale da sala (notate la sponsorizzazione!!!)

Negli anni immediatamente successivi all'uscita del coin-op, Tapper viene convertito per ogni piattaforma disponibile ... e, a testimonianza della rappresentatività del titolo, non mancano versioni enanched dei giorni nostri, come quella per XBOX 360. Anche in questo caso la sorte è propizia ai videogiocatore PC in quanto la conversione per i sistemi MS-DOS è di tutto rispetto: come al solito si paga dazio per quanto riguarda grafica e sonoro ma per il resto c'è proprio tutto ... giocabilità, sfida e divertimento!!!
Tutti e quattro gli scenari (il saloon, l'evento sportivo, il punk-bar e la birreria aliena), per un totale di ben 13 livelli, sono stati fedelmente riprodotti sfruttando del miglior modo possibile i quattro miseri colori della CGA. Anche le simpatiche animazioni "al contorno", delle ballerine al lancio del barista, sono state tutte inserite per la gioa degli amanti del coin-op ... non manca neanche il livello bonus in cui il barman deve scegliere la lattina non agitata ... mittico!!! A dire il vero, non so perché, gli avventori del livello ambientato nel campo da football, non sono degli atleti ma il i cowboy del primo scenario ... misteri della fede!!!! Anche i brani della colonna sonora originale, compresa la fantastica "Oh Suzanna" del livello western, sono reinterpretati tramite il pc-speaker ... il risultato finale non è un granché ma fortunatamente l'accompagnamento può essere disabilitato tramite la pressione di un semplice tasto. Stesso discorso per gli effetti sonori: beep quando lanciamo un bicchiere, beep quando il bicchiere cade, beep quando ci lasciano la mancia ... insomma, come sempre, un sacco di beep. Nulla da segnalare per quanto riguarda il sistema di controllo ... joystick e tastiera, in base ai vostri gusti, assolvono più che degnamente il proprio compitino.


 
Il livello del saloon e quello del punk-bar in tutto il loro "coloratissimo" splendore

Che altro dire ... Tapper è un gioco dotato di grande fascino che rapisce il giocatore dopo un paio di partite. Una volta iniziato si fa fatica a smettere anche perché, anche al livello più semplice, il gioco è dannatamente difficile e la voglia di aver ragione di quel branco di ubriaconi si fa più forte ad ogni tentativo. Una partita a Tapper non dura più di qualche minuto ma, in quel breve lasso di tempo, dovrete allertare sensi e riflessi per reggere il frenetico ritmo di gioco ... ogni partita è una vera battaglia :o)

Chiudo segnalandovi che il gioco supporta il CGA Composite Video Mode ossia l'artificio con cui, se la CGA è collegata ad un monitor tramite il segnale composito, i colori di due pixel adiacenti tendono a mescolarsi dando origine a nuove tinte. Si ha quindi a scapito di un leggero sfocamento dell'immagine una ricchezza di colore inimmaginabile su un PC di inizio anni '80. Sfortunatamente il DosBox non emula tale modalità per questo gioco quindi, sperando nella prossima versione, vi propongo questi due snapshot che ho prelevato dal grandissimo MobyGames.

 
Livello tre e quattro nello splendore della modalità composita CGA

Ricordandovi che è necessario settare il numeri di cicli del DosBox ad un valore compreso tra 400 e 500 affinché il gioco non si muova a velocità super-smodata ... vi lascio con il video di un paio di miei performance!!!